Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non essere vinti?- Simone Weil
Non è forse la massima sventura, quando si lotta contro Dio, quella di non essere vinti?
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo pecco d'invidia.
Tutte le tragedie che si possono immaginare si riassumono in una sola e unica tragedia: il trascorrere del tempo.
Tutti i nostri desideri impossibili sono il segno del nostro destino e diventano buoni per noi proprio nel momento in cui non speriamo più di realizzarli.
Tutti i peccati sono dei tentativi di colmare dei vuoti.
Solo compiendolo si ha l'esperienza del bene.
È sempre svantaggioso combattere contro chi non ha nulla da perdere.
Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.
La Fiom e la Cgil hanno sempre lottato per aver un lavoro dignitosoe compatibile con la difesa della salute dentro e fuori la fabbrica.
Nessun uomo può sempre avere ragione. Quindi la lotta è nel fare del proprio meglio, di tenere la testa e la coscienza pulite, di non essere mai sviati da motivi indegni o ragioni illogiche, ma di combattere per scoprire gli elementi di base inerenti, e poi fare il proprio dovere.
Mi piace lottare.
Sapendo che le sue azioni passate possono cercare di sopraffarlo, il devoto deve essere preparato a combatterle. Dio gli darà la forza: il Suo Nome sarà un'armatura impenetrabile. Egli lo salverà da tutte le conseguenze.
Combatterò, come ho sempre fatto, a fianco delle minoranze di tutte le razze, religioni ed orientamenti sessuali perché meritano di vivere appieno lo stile di vita americano.
Non sforzarti di essere ciò che non sei, ma lotta per rimanere ciò che sei.
Se non agisci approvi. Se non li combatti, allora non vinci. Non perdere tempo a parlare della "causa" bevendo gin al pub. Va là fuori e vincila.
Non c'è alternativa alla lotta di classe.