Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.- Stanisław Jerzy Lec
Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.
C'è chi salta direttamente dal passato al futuro, sul presente cade solo la sua ombra.
La tecnica arriverà a tale perfezione che l'uomo potrà fare a meno di se stesso.
Devi prima avere un sacco di pazienza per imparare ad avere pazienza.
Gli eroi dei miti antichi erano seminudi, quelli dei miti odierni lo sono del tutto.
Bisogna avere molta pazienza per apprendere ad essere pazienti.
Ci sono volte in cui la mente riceve un tale colpo da nascondersi nella follia. Ci sono volte in cui la realtà non è altro che sofferenza. E per sfuggire a quella sofferenza, la mente deve lasciarsi alle spalle la realtà.
La prima delle nostre responsabilità sia quella di scrivere meglio possibile, il primo dovere che abbiamo è nei confronti del nostro talento di scrittori, il che significa cercare di descrivere la realtà così come la percepiamo.
Mi piaceva il cartone animato "Il tulipano nero" e quando ho iniziato a praticare il fioretto a sei anni, mi sentivo a metà strada tra il manga e la realtà, come quasi tutti i bambini che sognano di vincere il primo duello.
Un uomo perde il contatto con la realtà se non è circondato dai suoi libri.
In realtà, quei tormenti che si attribuiscono al più oscuro inferno, sono tutti qui nella vita.
La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce.
Anche se le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non possiedono una veridicità assoluta, e se l'avessero, allora non si riferirebbero alla realtà.
L'arte vuol sempre irrealtà visibili.
Io non so com'è la realtà... ci sfugge, mente di continuo. Io diffido sempre di ciò che vedo, di ciò che un'immagine ci mostra, perché immagino ciò che c'è al di là: e ciò che c'è dietro un'immagine non si sa.
Il fatto in sé, l'oggetto in sé, non è che il morto corpo della realtà, il residuo fecale della storia.