Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.- Stanisław Jerzy Lec
Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.
Dimmi con chi dormi e ti dirò chi sogni.
L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.
L'anello più debole della catena è anche il più forte perché può romperla.
La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani.
Gli eroi dei miti antichi erano seminudi, quelli dei miti odierni lo sono del tutto.
La prima delle nostre responsabilità sia quella di scrivere meglio possibile, il primo dovere che abbiamo è nei confronti del nostro talento di scrittori, il che significa cercare di descrivere la realtà così come la percepiamo.
La felicità è reale solo quando condivisa.
La realtà è così pesante che la mano si stanca, e nessuna forma la può contenere.
Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia.
La malattia della cultura del XX secolo è l'incapacità di percepire la realtà. Le masse si raccolgono davanti alla televisione a guardare teleromanzi, film, idoli rock, e vivono selvagge emozioni attraverso questi simboli; ma nelle loro vite quotidiane sono emotivamente morte.
Il più insignificante presente ha, rispetto al più insignificante passato, il vantaggio della realtà.
L'uomo approccia la realtà con l'attitudine del cronista, la donna con quella del romanziere: sfuma, allude, sottende.
Il cinema è l'unica forma d'arte che - proprio perché operante all'interno del concetto e dimensione di tempo - è in grado di riprodurre l'effettiva consistenza del tempo - l'essenza della realtà - fissandolo e conservandolo per sempre.
Poiché la sfera della coscienza si restringe nell'azione, chi agisce non può pretendere all'universale: l'agire è un aggrapparsi alle proprietà dell'essere a detrimento dell'essere, a una forma di realtà a scapito della realtà.