La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio.- Stefano Benni
La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio.
Le idee sono come le tette: se non sono abbastanza grandi si possono sempre gonfiare.
Quando uno non distingue più i banditi dagli sceriffi vuol dire che è nella merda.
Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l'altra metà a credere in ciò che altri deridono.
Donne e scoregge scappano anche se non vuoi.
Quando una donna ti fa cambiare vita è roba da ridere, ma quando ti fa cambiare la squadra di calcio del cuore, la situazione è seria.
Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.
Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.
Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiudere molti pensieri in poche parole.
La pratica delle lingue straniere permette di non comunicare, in viaggio, con i compatrioti.
Comunicare? Comunicare? Solo i vasi comunicano.
Tutto fa pensare che l'uomo d'oggi sia più che mai estraneo vivente tra estranei, e che l'apparente comunicazione della vita odierna, una comunicazione che non ha precedenti, avvenga non tra uomini veri ma tra i loro duplicati.
Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguali sentimenti, di uguale pensiero.
Ogni miglioramento nelle comunicazioni aumenta le difficoltà di comprensione.
Scrivere non è comunicare con il lettore, non è neppure comunicare con se stessi, ma comunicare con l'inesprimibile.