La pratica delle lingue straniere permette di non comunicare, in viaggio, con i compatrioti.- Paul Morand
La pratica delle lingue straniere permette di non comunicare, in viaggio, con i compatrioti.
L'ozio è il padre di tutti i vizi, ma il vizio è il padre di tutte le arti.
Ricordatevi, nel comprare una valigia, che durante un lungo viaggio ci sarà sempre un momento in cui sarete costretti a portarla voi stessi.
Dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche.
Era bella come la moglie di un altro.
Comunicare? Comunicare? Solo i vasi comunicano.
Scrivere non è comunicare con il lettore, non è neppure comunicare con se stessi, ma comunicare con l'inesprimibile.
Tutto fa pensare che l'uomo d'oggi sia più che mai estraneo vivente tra estranei, e che l'apparente comunicazione della vita odierna, una comunicazione che non ha precedenti, avvenga non tra uomini veri ma tra i loro duplicati.
L'impossibilità di non-comunicare rende comunicative tutte le situazioni impersonali che coinvolgono due o più persone.
Ogni miglioramento nelle comunicazioni aumenta le difficoltà di comprensione.
Dire molte parole e comunicare pochi pensieri è dovunque segno infallibile di mediocrità; invece segno di testa eccellente è il saper rinchiudere molti pensieri in poche parole.
La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio.
Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguali sentimenti, di uguale pensiero.
Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.