La malinconia è la felicità di essere triste.- Victor Hugo
La malinconia è la felicità di essere triste.
La disperazione è un contabile. Vuol far tornare i conti. Niente le sfugge. Addiziona tutto. Non molla neppure i centesimi. Rimprovera a Dio i fulmini e i colpi di spillo. Vuole sapere come regolarsi con il destino. Ragiona, pesa e calcola.
Il cadere non esclude il librarsi. Dalla caduta sorge l'ascesa.
Talvolta "amico" è parola priva di senso, "nemico" mai.
La madre è sublime perché è tutta istinto. L'istinto materno è divinamente animale. La madre non è donna, ma femmina.
Il buonsenso esiste a dispetto, e non a causa, dell'istruzione.
Un desiderio di desideri: la malinconia.
Non bisogna temere la malinconia, perché temendola la feriamo e la rendiamo più aggressiva. Conviene accettarla educatamente, la si può persino gustare.
La malinconia dei comici è una di quelle leggende di cui nessuno dubita, come la collera dei calmi.
La malinconia ha questo di diabolico, che non solo ti fa ammalare, ma ti monta la testa e ti rende miope o addirittura superbo.
La malinconia è la gioia di essere tristi.
Tutti sanno, cioè, che un clown dev'essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì non arrivano.
La malinconia attira, il tedio respinge.
Un dì si venne a me Malinconia e disse: «Io voglio un poco stare teco»; e parve a me ch'ella menasse seco Dolore e Ira per sua compagnia.
Malinconia: tristezza che diventa leggera.
Il dolore e la malinconia sembrano essere più facili da ritrarre in un personaggio. Non so se è perché sono un essere umano, o perché sono un irlandese, oppure entrambi.