L'orrore della legge fa la maestà del giudice.- Victor Hugo
L'orrore della legge fa la maestà del giudice.
Le nostre chimere sono quel che più ci rassomiglia.
Ah! Non insultate mai la donna che cade! Chissà sotto quale fardello quella povera anima soccombe!
Quando l'ignoranza si mette a osare, essa ha in sé una bussola. Quella bussola è l'intuizione del vero, più chiara talvolta in uno spirito semplice che in uno spirito complicato.
Un complimento è come un bacio dato attraverso un velo.
L'alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d'un residuo di sogno e d'un principio di pensiero.
Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per alcuni si eludono.
Essere completamente liberi e, allo stesso tempo, completamente dominati dalla legge è l'eterno paradosso della vita umana.
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
Ogni legge che lascia il meno d'arbitrio ai giudici e ai tribunali è la più perfetta.
L'italiano rispetta la legge soprattutto se coincide con i suoi interessi.
Quanto alle leggi, attieniti a quelle antiche; quanto ai cibi, invece, consuma quelli freschi.
Le leggi sono come ragnatele: quando qualcosa di leggero e di debole ci cade sopra, lo trattengono, mentre se ci cade una cosa più grande, le sfonda e fugge via.
Se, secondo la legge islamica, dalle nostre parti si tagliasse la mano ai ladri, avremmo soltanto dei compositori con una mano sola.
In assenza di pianificazione, la legge della giungla prevarrebbe.
I deboli di mente e l'uomo di genio non dovrebbero essere uguali davanti alla legge.