L'orrore della legge fa la maestà del giudice.- Victor Hugo
L'orrore della legge fa la maestà del giudice.
Il vero artista si comporta come un uccello posatosi su un fragile ramo che lo sente cedere sotto il suo peso ma canta ugualmente perché sa di avere le ali.
La prima prova della carità, nel prete, è la povertà.
È dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.
La pigrizia è madre: ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Il coraggio non teme il delitto e l'onestà non teme l'autorità.
Senza legge non c'è ordine né libertà.
La legge, nella sua solenne equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare pane.
Essere completamente liberi e, allo stesso tempo, completamente dominati dalla legge è l'eterno paradosso della vita umana.
Preoccupazione del legislatore deve essere il bene della collettività: "l'utilità generale" deve costituire il criterio orientativo in materia di legislazione. Conoscere il bene che giovi agli interessi della comunità, è scienza; ricercare i mezzi per realizzare questo bene, è arte.
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio.
Tutti i diritti hanno la loro origine in una legge, e voi, ogni qualvolta non potete invocarla, potete essere tiranni o schiavi, non altro: tiranni se siete forti, schiavi dell'altrui forza se siete deboli.
Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.
Chi ha fatto la legge deve essere il primo ad ubbidire alla legge.
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.
Bisogna essere onesti per vivere fuori dalla legge.