Non sono avventuriero per scelta, ma per destino.- Vincent Van Gogh
Non sono avventuriero per scelta, ma per destino.
Quando sento il bisogno di religione, esco di notte a dipingere le stelle.
Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?
Penso spesso che la notte è più viva e intensamente colorata del giorno.
Il miglior modo per amare Dio è amare molte cose.
Non c'è blu senza il giallo e senza l'arancione.
Ogni situazione, buona o cattiva, può arricchire l'uomo di nuove prospettive. Se abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, allora non siamo una generazione vitale.
Quando non ho avuto più niente da perdere, ho ottenuto tutto. Quando ho cessato di essere chi ero, ho ritrovato me stesso. Quando ho conosciuto l'umiliazione ma ho continuato a camminare, ho capito che ero libero di scegliere il mio destino.
La sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode.
Tendere le mani al proprio destino è un modo infallibile per addolcirne i rigori.
Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.
Non puoi sfuggire al destino, puoi solo vincerlo.
Pensate a quelle signore che si preparano all'ultimo giorno della loro vita tessendo cuscini da toilette per tema di tradire un interesse troppo vivo nel loro destino: quasi si potesse uccidere il tempo senza ferire l'eternità.
I migliori non possono eludere il loro destino: i buoni muoiono presto, e i cattivi muoiono tardi.
Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipende da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento.
I bianchi di solito cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato. L'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre.