Più a lungo indugiamo sulle nostre sventure, più grande è il loro potere di farci del male.- Voltaire
Più a lungo indugiamo sulle nostre sventure, più grande è il loro potere di farci del male.
L'eresia è il frutto di un po' di scienza e d'ozio.
Guai a quelli che fanno traduzioni letterali, e traducendo ogni parola snervano il significato. È ben questo il caso di dire che la lettera uccide e lo spirito vivifica.
Io posseggo una dignità e una potenza, che l'ignoranza e la credulità mi hanno procurata, io cammino sulle teste degli uomini prosternati ai miei piedi; se essi si rialzano e mi guardano in faccia io sono perduto. Bisogna dunque che io li tenga curvi a terra con catene di ferro.
La patria è dove si vive felici.
Che cos'è la tolleranza? È la prerogativa dell'umanità. Siamo tutti impastati di debolezze e di errori; perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: questa è la prima legge di natura.
Forse a forza di cattive fortune, il Destino ti tempra a sostenere la buona.
Gli amici che nella sfortuna non si dimostrano tali sono amici solo di nome, e non di fatto.
Un caso pietoso commuove, due anche, tre deprimono, dieci amareggiano, cento scocciano, mille rallegrano gli scampati.
Vi è un punto di sventura in cui non si è più capaci di sopportare né che essa continui, né di esserne liberati.
Quando c'è bisogno di toccar ferro o legno, ci si accorge che il mondo è fatto di alluminio e plastica.
È difficile rimettere insieme ciò che la fortuna ha spezzato.
- Penso di avere paura di essere felice.- Come puoi avere paura di una cosa del genere?- Perché quando sei felice, c'è sempre qualcosa che va storto.
Ma sai cos'è la sfiga? Chi manifesta al G8 e poi finisce a terra con un colpo in testa! E sai cos'è uno sbirro? Chi viene assolto in piazza con la divisa anche se poi gli parte un colpo!
È cosa disdicevole il lusingare le persone che sono nell'avversità.
La sfortuna non può consolarsi che con la sfortuna degli altri.