La Rete è una perdita di tempo, ed è giusto quello che c'è di buono a riguardo.- William Gibson
La Rete è una perdita di tempo, ed è giusto quello che c'è di buono a riguardo.
Il futuro è già arrivato. Solamente non è ancora stato uniformemente distribuito.
Ho evitato Internet ma solo fino a quando l'avvento del web non l'ha trasformata in una tale magnifica opportunità di perdere tempo da non poterle più resistere.
Non ho bisogno di scrivere in merito al futuro. Per la maggior parte delle persone, il presente è già abbastanza inquietante.
Il linguaggio sta alla mente più di quanto la luce sta all'occhio.
Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.
Quando mi trovo alle conferenze sull'informazione tecnologica e la gente dice che la cosa più importante al mondo è fare in modo che le persone possano connettersi alla Rete, io rispondo: "Mi state prendendo in giro? Siete mai stati nei Paesi poveri?".
Un'organizzazione olistica è quella nella quale il management mette tutti i dipendenti nelle condizioni di conoscere i social media, abilitandoli alla gestione degli stessi fino al contatto con i clienti.
Internet non è un soggetto, come spesso sentiamo dire, ma una rete integrata di conoscenze applicative, un circuito di saperi che si esprime solo nel contatto immediato ed universale.
Internet è come un immenso magazzino (di informazioni), ma non può costituire di per sé la memoria.
La rete è il luogo del dono. Concetti come file sharing, free software, open source, creative commons, user generated content, social network hanno tutti al loro interno, anche se in maniera differente, il concetto di 'dono', di abbattimento dell'idea di 'profitto'.
La bellezza del web è che ha reso democratici sia gli strumenti dell'invenzione sia quelli della produzione. Chiunque abbia un'idea per un servizio può trasformarlo in un prodotto con l'aggiunta di un po' di codice.
Sta sempre collegato con qualcosa, manco alla Nasa! O Twister o Facesbuck per parlarci devo pigliare un megafono.
Saper leggere non basta più: serve un nuovo tipo di competenze, che definiamo alfabetismo digitale.
Più ci si sbraccia sul proprio blog al fine di dimostrarsi unici al mondo, più si diventa generici.