La vera cultura vive di simpatie e ammirazioni, non di antipatie e disprezzo.- William James
La vera cultura vive di simpatie e ammirazioni, non di antipatie e disprezzo.
Tutti i nostri ideali scientifici e filosofici sono altari sconosciuti agli dèi.
L'arte di essere saggi è l'arte di capire a cosa si può passar sopra.
La consapevolezza... non ti si manifesta sminuzzata in pezzetti... Un 'fiume' o una 'corrente' sono le metafore con cui viene più naturalmente descritta.
Tutti gli ideali più alti, dotati di un maggior potere di penetrazione, sono rivoluzionari.
Tutta la mia educazione tende a persuadermi che il mondo della nostra presente coscienza è solo uno fra i tanti mondi di coscienza esistenti.
Che la cultura sia la quintessenza di tutto ciò che si è dimenticato è una giusta nozione. Oltrepassato quel punto, la cultura è una malattia e un peso per chi sta intorno alla persona colta.
Ritengo che sia un limite della nostra cultura il fatto di avere un'opinione così elevata di noi stessi. Ci riteniamo infatti a torto più simili agli dèi anziché alle scimmie.
Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura in senso specifico o, meglio, classista è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso.
Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L'uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.
Cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto.
Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.
Cultura: grande macchinazione ordita per fabbricare dei professori che, a loro volta, fabbricheranno dei professori che fabbricheranno.
L'uomo colto è colui che sa trovare un significato bello alle cose belle. Per lui la speranza è un fatto reale.
La cultura non è mancanza di memoria. La cultura comincia quando si riesce a fare una cosa senza sforzo.