Cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto.- Fernando Pessoa
Cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto.
Il mondo visibile continua regolarmente alla luce del sole. Il mondo sconosciuto ci spia dall'ombra.
È nobile essere timido, illustre non saper agire, grande non avere attitudine alla vita.
Tutto ciò che sappiamo è una nostra impressione, e tutto quello che siamo è una impressione altrui.
I veri paesaggi sono quelli che noi stessi creiamo, perché così, quali loro dèi, li vediamo come veramente sono, cioè come sono stati creati.
La tristezza solenne che abita in tutte le grandi cose sulle vette come nelle grandi vite, nelle notti profonde come nei poemi eterni.
La cultura è un elemento stabilizzante, non c'è niente di meglio di un museo, di un'opera di Verdi o di un poeta con tanto di riconoscimenti ufficiali per ricacciare il progresso indietro.
La crisi della cultura. C'è sempre stata: Shakespeare non sapeva il greco e Omero non sapeva l'inglese.
Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.
La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco, nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.
Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.
Chi ha cari i valori della cultura non può non essere pacifista.
La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.
In un uomo di stato, la cosiddetta cultura è in fin dei conti un lusso inutile.
Chi si dedica a letture occasionali, raramente possiede una cultura molto rigorosa.
Parlare di cultura è sempre stato contro la cultura. Il denominatore comune "cultura" contiene già virtualmente la presa di possesso, l'incasellamento, la classificazione, che assume la cultura nel regno dell'amministrazione.