Usando amore per le persone e odio per i vizi.- Agostino d'Ippona
Usando amore per le persone e odio per i vizi.
La consuetudine che da certuni non a torto è detta una seconda natura.
Non uscire da te stesso, rientra in te: nell'intimo dell'uomo risiede la verità.
Chi meglio dà, maggiormente riceve.
Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.
Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
Alcuni considerano il vizio una virtù come se il vizio ben fatto fosse esso stesso virtù, mentre una virtù mal fatta fosse l'essenza del vizio.
Le grandi virtù dei tedeschi hanno creato più mali di quanti vizi abbia mai creato l'odio.
Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.
Non sono l'apostolo del vizio, ma qualunque nobile dolore desta un'eco nel mio cuore.
Attraversa pure il mare, lascia che scompaiano terre e città all'orizzonte, i tuoi vizi ti seguiranno dovunque andrai.
Nei Paesi borghesi come in terra comunista l'"evasione dalla realtà" è deplorata in quanto vizio solitario, perversione debilitante e abietta. Tale "evasione" è la fugace visione di splendori perduti e la probabilità di un verdetto implacabile sulla società attuale.
Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù.
I vizi dovunque generano l'odio, perché consumano e non creano.
La politica dovrebbe rappresentare interessi, interpretare ideali, colmare il divario tra sogno e realtà; non può essere fatta solo sottolineando i vizi del proprio avversario.