Come puoi chiamarli amici se non conoscono il proprio sentimento.- Aidan Chambers
Come puoi chiamarli amici se non conoscono il proprio sentimento.
Il mio studio è l'unico luogo in cui quando sono solo sono del tutto me stesso, che per questa ragione è una stanza sacra nella quale porto pochissime persone.
È più facile scrivere un libro che venderlo.
Le stanze cambiano forma secondo chi ospitano.
Non ho mai capito perché i lettori siano così influenzati dall'incontro con gli scrittori. Da lettore è l'ultima cosa che desidero.
La gente acquista considerevole spessore quando inizia a pensare di poter riuscire a fare le cose. Quando crede in se stessa arriva a possedere il primo segreto del successo.
La Chiave è stare nel momento presente, con consapevolezza e gratitudine.
Io porto in me il germe, lo spunto, la possibilità di tutte le capacità e di tutte le attività.
Forse siamo delle marionette - delle marionette controllate dai vincoli della società. Ma almeno siamo marionette dotate di percezione, di consapevolezza. E forse la nostra consapevolezza è il primo passo verso la nostra liberazione.
Non puoi avere nello stesso tempo gioventù e coscienza di essa; giacché la gioventù è troppo impegnata a vivere per esserne cosciente e la coscienza è troppo impegnata a cercare se stessa per vivere.
Sono stato abbastanza fortunato di essere arrivato fin qui e mi rendo conto ora, a quasi cent'anni, di avere una voce molto particolare. Sono davvero fortunato.
Anche in una prigione si può trovare ampiezza e pienezza di vita.
Puoi depormi dalle mie glorie e dal mio stato, ma non dai miei dolori: di quelli io sono ancora il re.
Non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine.
La verità non aiuta a soffrire meno, ma ci mostra i limiti del dolore.