Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.- Alberto Lattuada
Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione.
Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
Mi è molto affine l'umorismo, lo slancio emotivo del popolo russo.
Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.
"Credere, obbedire, combattere": lo slogan imposto a un popolo che non crede in niente, non sa obbedire, e non vuol combattere.
L'Italia, un paese adorabile che meriterebbe d'essere meglio abitato.
All'estero quando un politico è coinvolto in un reato, sparisce lui. In Italia sparisce il reato, il processo e a volte anche il magistrato.
La Corea che ha il 75% del territorio fatto di montagne ed è in un luogo scomodo del mondo è diventato la decima economia del mondo. Pensi se non credo nell'Italia.
Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
No, Itali siam tutti, un popol solo Una sola famiglia.
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
Gli italiani hanno sempre paura di qualcosa.
L'Italia, come dice Calvino, ricorda il lampione della storiella: l'ubriaco sta cercando la chiave sotto la lampada, un passante gli chiede se è sicuro di averla perduta proprio lì; no, risponde l'ubriaco, ma qui ci vedo.