Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione.- Alberto Lattuada
Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione.
Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
Mi è molto affine l'umorismo, lo slancio emotivo del popolo russo.
Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.
Non è necessario essere folli per fare del cinema. Ma aiuta molto.
La tv vive di cinema, ma il cinema muore di tv.
Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.
La televisione crea l'oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.
Il cinema è bello se riesce a leggere la realtà.
Il cinema: una donna nuda e un uomo con la pistola. Qualcosa a metà tra l'orologeria di precisione e la tratta delle bianche.
La cinematografia procura un foro e una tribuna allo stato mondiale: ne rende possibile l'esistenza.
Le corde della lira dei poeti moderni sono interminabili pellicole di celluloide.
Quando entri in un meccanismo come quello del cinema, è estremamente difficile uscirne. Il teatro rimane uno dei cardini principali nel cinema, la mia esperienza teatrale rimane un fatto fondamentale. È stata la base.