Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.- Alda Merini
Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.
Esistono mani fatate che possono diventare "fatali".
I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.
Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
Non ho paura della morte ma ho paura dell'amore.
Ho scritto migliaia e migliaia di poesie. Ma non ne ho conservata nessuna. Le regalo. Per me conservo i sentimenti che le hanno animate. Quelli sono i miei ricordi. Nelle poesie c'è solo l'effetto di quei sentimenti, c'è quello che rimane in superficie, ma l'uomo è rimasto mio.
Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano.
Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri.
Le mani che aiutano sono più sante delle labbra che pregano.
Non si riceverà mai tanto aiuto dalla generosità altrui quanto se ne ottiene dall'altrui vanità.
Noi possiamo amare il genere umano soltanto in determinati individui concreti, ma mediante l'uso del pensiero e dell'immaginazione possiamo renderci pronti ad aiutare coloro che hanno bisogno del nostro aiuto.
Non è tanto dell'aiuto degli amici che noi abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero nel caso ne avessimo bisogno.
I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l'acqua l'un l'altro.
Se ognuno di noi aiutasse il proprio vicino, nessun uomo resterebbe privo di aiuto.
Aiutare. Aumentare il numero degli ingrati.
L'uomo cerca un ostetrico delle proprie idee, l'altro qualcuno cui egli possa recare aiuto: così nasce un buon dialogo.