Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.- Alda Merini
Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.
Poter gestire la propria morte è come poter gestire la propria vita in quanto ci dà la misura del nostro io.
L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica.
Ho scritto migliaia e migliaia di poesie. Ma non ne ho conservata nessuna. Le regalo. Per me conservo i sentimenti che le hanno animate. Quelli sono i miei ricordi. Nelle poesie c'è solo l'effetto di quei sentimenti, c'è quello che rimane in superficie, ma l'uomo è rimasto mio.
Lo sconforto non tiene mai conto del firmamento.
Chi ha un handicap giustifica sempre i suoi peccati.
Non è tanto dell'aiuto degli amici che noi abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero nel caso ne avessimo bisogno.
Le mani che aiutano sono più sante delle labbra che pregano.
Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri.
Aiutare vuol dire ascoltare l'altro, seguirlo nei suoi labirinti senza smarrire la propria strada, assecondarlo senza debolezza e correggerlo senza astio, immedesimandosi con i suoi fantasmi senza perdere i propri, saper offrirgli l'altra guancia o dargli un ceffone, a seconda dei casi.
Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano.
Non si riceverà mai tanto aiuto dalla generosità altrui quanto se ne ottiene dall'altrui vanità.
Se volete aver molti in aiuto, cercate di non averne bisogno.
L'uomo ha un bisogno quasi costante dell'aiuto dei suoi simili.
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.