L'uso della ragione più diffuso è di non farne uso.- Alessandro Morandotti
L'uso della ragione più diffuso è di non farne uso.
Se uno sciocco si dichiara tale, gli si crede sulla parola. Se un genio proclama di esserlo, si pretende che lo dimostri.
Da giovane l'uomo è convinto di poter rendere felici più donne. L'esperienza lo persuade dell'illusione e si dedica a una sola. Infine constata come l'errore stesse nel ritenere possibile di rendere felice qualcuno.
Neppure l'ingiustizia è uguale per tutti.
Il momento più importante è sempre l'ultimo che stiamo vivendo.
Una delle più diffuse ingenuità consiste nel ritenere che a furia di scrivere si possa diventare scrittori.
Un uomo che non perde la ragione per certe cose, non ha una ragione da perdere.
Nessun capo terrà mai un impiegato che ha sempre ragione.
Tutta la nostra conoscenza inizia con i sensi, procede quindi con la comprensione, e termina con la ragione. Non c'è nulla di più alto della ragione.
L'eredità fondamentale dell'illuminismo sta tutta qui: c'è un modo ragionevole di ragionare e, se si tengono i piedi per terra, tutti dovrebbero concordare su quello che diciamo, perché anche in filosofia bisogna dare retta al buon senso.
La vittoria della ragione sull'irrazionalità porta un nome classico : la vittoria di Pirro.
A volte, l'unico modo di avere ragione sta nel perderla.
Senza libertà l'uomo non ha bisogno di ragione, e senza ragione che sarebb'egli della sua libertà? laddove dal principio dell'autorità il campo della libertà si ristringe.
Se ogni cosa sulla Terra fosse razionale, non accadrebbe nulla.
Più si ragiona meno si crea.
Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici, cioè razionali o irrazionali: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, e i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.