L'umiltà è l'ipocrisia dei modesti.- Alessandro Morandotti
L'umiltà è l'ipocrisia dei modesti.
La voce della coscienza è come uno di quei congegni d'allarme che scattano per ogni nonnulla e nessuno gli dà più retta.
L'aforisma è la chiusura-lampo del bagaglio delle esperienze.
Il senso del diritto è innato. Il senso del dovere è imposto.
Le più diffuse credenze traggono la loro forza dall'inverificabilità.
Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a sé stessa.
La vita è una lunga lezione di umiltà.
Il verme, calpestato, si rattrappisce. E questo è intelligente. Diminuisce così la possibilità di venir calpestato nuovamente. Nel linguaggio della morale: umiltà.
La vittoria della vanità non è la modestia, tanto meno l'umiltà, è piuttosto il suo eccesso.
L'umiltà è soprattutto una qualità dell'attenzione.
È difficile essere umili quando si è grandi come lo sono io.
L'umiltà è una virtù che tutti predicano, ma che nessuno pratica.
Questa umiltà creaturale non è l'umiltà dello schiavo, non è l'umiltà di fronte all'incomprensibile fato, è l'umiltà filiale così come è rappresentata da Maria, che discute, che vuol comprendere, che ha le sue obiezioni da fare.
Il verme, se calpestato, si arronciglia. È la sua saggezza. Riduce in tal modo la probabilità di venire calpestato di nuovo. Nel linguaggio della morale: umiltà.
L'umiltà è la prerogativa di coloro che conoscono i propri limiti... e li amano.
L'umiltà fa i grandi uomini due volte onorabili.