Ingrato. Chi riceve un beneficio da parte di un altro, o sia comunque oggetto di carità.- Ambrose Bierce
Ingrato. Chi riceve un beneficio da parte di un altro, o sia comunque oggetto di carità.
Cristiano: seguace degli insegnamenti di Cristo solo finché non intralcino i peccati a cui si dedica più volentieri.
Felicità: Gradevole sensazione suscitata dalla contemplazione delle miserie altrui.
Miracolo. Atto o evento che non rientra nell'ordine naturale delle cose, e non si può spiegare, come ad esempio vincere contro una normale mano di quattro re e un asso con quattro assi e un re.
Politica. Modo di guadagnarsi la vita simile a quello dei settori più squallidi della delinquenza abituale. Conflitto di interessi mascherato da lotta fra opposte fazioni. Conduzione di affari pubblici per interessi privati.
Volubilità. Reiterata sazietà di un affetto incostante.
Il cuore dell'uomo ingrato somiglia alle botti delle Danaidi; per quanto bene tu vi possa versare dentro, rimane sempre vuoto.
Quando di un uomo hai detto che è un ingrato, hai detto tutto il peggio che puoi dire di lui.
Spesso l'ingratitudine è del tutto sproporzionata al beneficio ricevuto.
L'ingratitudine dei popoli ha questo di buono che essa muore colla generazione ingrata a cui si accompagna inesorabile onta funerale.
L'ingratitudine è la moneta ordinaria con la quale pagano gli uomini.
L'ingratitudine è il primo dovere di un principe.
Un solo ingrato nuoce a tutti gli infelici.
È davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta.
L'ingratitudine è un modo come un altro per pagare i debiti. Ed è il preferito perché costa meno.
Quanto è più crudele del morso di un serpente l'ingratitudine di un figlio.