Ingrato. Chi riceve un beneficio da parte di un altro, o sia comunque oggetto di carità.- Ambrose Bierce
Ingrato. Chi riceve un beneficio da parte di un altro, o sia comunque oggetto di carità.
Abbandonare. Fare un piacere a qualcuno, liberandolo della vostra presenza.
Belladonna. In Italiano una bella donna; in Inglese un mortale veleno. Un chiaro esempio dell'essenziale identità delle due lingue.
Ospedale. Luogo dove il malato riceve di solito due diversi tipi di trattamento: medico da parte del dottore, inumano da parte degli infermieri.
Rivoluzione: in politica, la rivoluzione è un cambiamento improvviso di malgoverno.
Poveri. Infelici che non sono in grado di pagare le tasse.
Spesso l'ingratitudine è del tutto sproporzionata al beneficio ricevuto.
Quanto è più crudele del morso di un serpente l'ingratitudine di un figlio.
L'ingratitudine è il primo dovere di un principe.
L'ingratitudine è la moneta ordinaria con la quale pagano gli uomini.
L'ingratitudine dei popoli ha questo di buono che essa muore colla generazione ingrata a cui si accompagna inesorabile onta funerale.
È davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta.
Sull'ingratitudine si pensa che tutto sia stato detto. Finché non la si sperimenta in proprio.
L'ingratitudine è un modo come un altro per pagare i debiti. Ed è il preferito perché costa meno.
Il cuore dell'uomo ingrato somiglia alle botti delle Danaidi; per quanto bene tu vi possa versare dentro, rimane sempre vuoto.