La rivoluzione, in questo Paese, si fa giusto sui social.- Andrea Scanzi
La rivoluzione, in questo Paese, si fa giusto sui social.
Annusiamo il fallimento dei nostri simili e tendiamo a far branco per anestetizzarci.
La politica è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società.
Di Benito Mussolini non ho alcun rispetto.
Grillo sta preparando il prossimo Vaffa-Day contro la stampa. Io gli vorrei dire di stare attento, perché la stampa è vendicativa. Quando io ho creato un modo di comunicare con la gente che superava il giornalista classico, me l'hanno fatta pagare tutti.
Internet ti permette di esplorare ogni parte del mondo e questo è un toccasana per la curiosità umana. La curiosità stimola il cambiamento e le rivoluzioni.
Prima di prendere sonno potremo sempre fare un po' di sesso, a meno che non preferiremo farlo su Internet.
Nessuno sa come il concetto di democrazia potrebbe mutare attraverso un'ideologia globale dei social network.
È sufficiente un po' di logica per arrivare al succo della questione. Se voi foste gli inventori di Facebook, avreste inventato Facebook.
I tempi sono cambiati: il prossimo presidente della Repubblica finirà per dover condensare il suo messaggio [di fine anno alla Nazione] in un tweet.
Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: "Il Web è morto, viva il Web", rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee.
Ho sempre avuto un dubbio: 'Trading on line' significa commettere un adulterio in rete?
I movimenti in Rete nascono spesso per ottenere un obiettivo. Informano, coinvolgono, fanno proseliti.
SMS al posto delle molotov e twitter al posto delle pietre. È la forza dell'intifada digitale.
La nuova interdipendenza creata dall'elettronica ricrea il mondo ad immagine di un villaggio globale.