Forse solo in paradiso l'umanità vivrà per il presente, finora è sempre vissuta d'avvenire.- Anton Čechov
Forse solo in paradiso l'umanità vivrà per il presente, finora è sempre vissuta d'avvenire.
Nell'assoluta indifferenza verso la vita e la morte di ognuno di noi, si cela forse il pegno della nostra salvezza eterna, dell'incessante moto della vita sulla terra, dell'ininterrotta perfezione.
Occupazioni inutili e conversazioni sempre uguali si portano via la parte migliore del tempo, le forze migliori, e alla fine rimane una vita mutila, senz'ali, una nullità dalla quale non si può fuggire, evadere, come se si fosse in un manicomio o in una squadra di condannati ai lavori forzati!
La conoscenza che gli aristocratici danno per scontata, la dobbiamo pagare con i nostri giovani.
Un matrimonio felice può esistere solo fra un marito sordo e una moglie cieca.
Se temete la solitudine non sposatevi.
Lo Stato deve presentarsi come il preservatore di un millenario avvenire, di fronte al quale il desiderio e l'egoismo dei singoli non contano nulla e debbono piegarsi.
Può mai stare che il non esistere sia assolutamente meglio ad un essere che l'esistere? Ora così accadrebbe appunto all'uomo senza una vita futura.
Il perdono non cambia il passato, ma di certo amplia il futuro.
Il destino è uno scrigno come altri non ne esistono, aperto e contemporaneamente chiuso, si guarda dentro e si può vedere quanto è successo, la vita passata, destino ormai compiuto, ma di quanto dovrà accadere non si ottiene niente, solo qualche presentimento, qualche intuizione.
Sono sempre stato deliziato alla prospettiva di un nuovo giorno, un tentativo fresco, un'ulteriore partenza, con forse un po' di magia in attesa da qualche parte dietro al mattino.
Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. È segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.
Quando si arriva al futuro, il nostro compito non è di prevederlo, ma piuttosto di consentire che accada.
Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.
Gli avari non credono a una vita futura, il presente è tutto per loro.
In fondo siamo così liberi, viviamo così poco legati a un passato o a un futuro, che l'ineffabilità sembra la nostra essenza più autentica.