Credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla.- Antonino Zichichi
Credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla.
Un giorno tutti gli uomini saranno scienziati. Non in quanto tutti faranno esperimenti alle frontiere delle nostre conoscenze bensì in quanto tutti saranno in grado di leggere e di capire i lavori scientifici, così come oggi leggono e capiscono un giornale o un romanzo.
Il valore del Crocefisso nello studio di un ateo ha in Pertini l'esempio più significativo.
Ancora oggi sorprende la velocità con cui cadono le pietre: troppo veloci per essere misurate. E invece no.
Quando c'è in gioco il proprio lavoro bisogna abbandonare la modestia.
L'uomo che ha Fede è fortunato.
L'ispettore delle imposte crede esattamente il doppio di quello che gli si dice.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.
Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.
Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.
Si rischia tanto a credere troppo quanto a credere troppo poco.
O si crede o non si crede. Il mistero rimane tale e forse un giorno, se esiste, lo sveleremo per intero. Post mortem.
Io credo in Dio. Il problema è che credo a tutti.
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.