Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.- Lucio Anneo Seneca
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
Dovunque c'è l'uomo, c'è l'occasione per fare del bene.
Certe volte sentiamo dire da un ignorante: "Questo me lo aspettavo"; il saggio si aspetta tutto; qualunque cosa gli capiti, dice: "Me l'aspettavo."
Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
Non c'è cosa tanto avversa in cui un animo giusto non sappia trovare qualche consolazione.
È naturale ammirare più le cose nuove che le grandi.
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.
Il mezzo più efficace di ottener fama è quello di far credere al mondo di esser già famoso.
Le più diffuse credenze traggono la loro forza dall'inverificabilità.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.
Quando si crede troppo, si rischia tanto quanto si crede troppo poco.
Negare bene, credere bene, dubitare bene sono per l'uomo quel che è il correre per il cavallo.
Credi a tutto ciò che è scritto sul giornali? lo sì. Oggi non accade che l'illeggibile.