Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.- Lucio Anneo Seneca
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
A me bastano poche persone, anzi una sola o addirittura nessuna.
Conta più lo stato d'animo che il luogo dove tu arrivi, perciò l'animo non va reso schiavo di nessun posto.
Rifletti a lungo se è il caso di accogliere qualcuno come amico, ma, una volta deciso, accoglilo con tutto il cuore e parla con lui apertamente come con te stesso.
L'ira sfrenata genera pazzia.
Nessun impero violento durò a lungo: solo quello che è moderato resiste al tempo.
Se non credi più a nessuno niente crede neanche a te.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.
Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.
Non credo nella durata, credo soltanto negli attimi! E neppure in quelli credo veramente! Credo nell'ebbrezza, poiché so che essa è un inganno infame.
Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria a un passaporto per il paradiso.
Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare.
Posso credere a tutto, purché sia sufficientemente incredibile.
Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.
L'uomo può credere all'impossibile, non crederà mai all'improbabile.