Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.- Franz Kafka
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Mentre si ride, si pensa che ci sarà sempre tempo per la serietà.
Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.
Cinema. Prigione per gli occhi.
Chi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero.
Confessione e bugia sono la stessa cosa. Per poter confessare, si mente. Ciò che si è non lo si può esprimere, appunto perché lo si è; non si può comunicare se non ciò che non siamo, la menzogna.
Io credo in Dio. Il problema è che credo a tutti.
Non capisco bene perchè gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Non credere a nessuno che dice sempre la verità.
Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.
Poca gente è degna di non credere a niente.
Prima che chiunque altro al mondo ci creda ci devi credere tu.
Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.