Per credere è d'uopo voler credere.- Silvio Pellico
Per credere è d'uopo voler credere.
Oh qual brama ha il prigioniero di veder creature della sua specie! La religione cristiana, che è sì ricca d'umanità, non ha dimenticato di annoverare fra le opere di misericordia il visitare i carcerati.
L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri.
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?
Rassegnarmi a tutto l'orrore d'una lunga prigionia, rassegnarmi al patibolo, era nella mia forza. Ma rassegnarmi all'immenso dolore che ne avrebbero provato padre, madre, fratelli e sorelle, ah! questo era quello a cui la mia forza non bastava.
La somma solitudine può tornar vantaggiosa all'ammendamento d'alcune anime; ma credo che in generale lo sia assai più se non ispinta all'estremo, se mescolata di qualche contatto colla società.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.
Non capisco bene perchè gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.
Credo in tutto finche' non è provato il contrario.
C'è da meravigliarsi e diffidare da coloro che affermano di non avere difficoltà a credere. Forse (com'è stato detto) è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta.
È pericoloso credere e pericoloso non credere.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare.
Lasciate che la gente creda di governare e sarà governata.
Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.