Per credere è d'uopo voler credere.- Silvio Pellico
Per credere è d'uopo voler credere.
Il vero pregare non è borbottare molte parole alla guisa de' pagani, ma adorar Dio con semplicità, sì in parole, sì in azioni, e fare che le une e le altre sieno l'adempimento del suo santo volere.
Sia benedetta la Provvidenza, della quale gli uomini e le cose, si voglia o non si voglia, sono mirabili stromenti ch'ella sa adoprare a fini degni di sé.
Quand'hai commesso un torto, non mentir mai per negarlo od attenuarlo. Debolezza turpe è la menzogna. Concedi d'avere errato; qui v'è magnanimità; e la vergogna che ti costerà il concedere, ti frutterà la lode de' buoni.
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Noi abbiamo bisogno di credere.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.
Posso credere a tutto, purché sia sufficientemente incredibile.
Non l'avrei visto se non ci avessi creduto.
Dobbiamo credere perché i nostri antenati remoti hanno creduto. Ma questi nostri avi erano di gran lunga più ignoranti di noi, hanno creduto cose che oggi ci sarebbe impossibile accettare.
Io credo in Dio. Il problema è che credo a tutti.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.