Per credere è d'uopo voler credere.- Silvio Pellico
Per credere è d'uopo voler credere.
Chi opera per sincera coscienza può errare, ma è puro innanzi a Dio.
Non disonorare il sacro nome d'amico, dandolo ad uomo di niuna o poca virtù.
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Vederti, udirti, e non amarti... umana cosa non è.
Non v'è in terra virtù senza pianto.
Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare.
C'è molto a cui credere: alla forza dei valori umani che con i millenni il cervello ha elaborato progressivamente per raggiungere una coscienza etica.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.
Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.
Quali terribili sofferenze mi è costata - e mi costa tuttora - questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quanto più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari!
Dobbiamo credere perché i nostri antenati remoti hanno creduto. Ma questi nostri avi erano di gran lunga più ignoranti di noi, hanno creduto cose che oggi ci sarebbe impossibile accettare.
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
Quando si crede bisognerebbe lottare per non ridurre Dio a un piccolo idolo domestico.
Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.