Per credere è d'uopo voler credere.- Silvio Pellico
Per credere è d'uopo voler credere.
L'amicizia e la religione sono due beni inestimabili! Abbelliscono anche le ore de' prigionieri, a cui più non risplende verisimiglianza di grazia!
Rassegnarmi a tutto l'orrore d'una lunga prigionia, rassegnarmi al patibolo, era nella mia forza. Ma rassegnarmi all'immenso dolore che ne avrebbero provato padre, madre, fratelli e sorelle, ah! questo era quello a cui la mia forza non bastava.
Oh qual brama ha il prigioniero di veder creature della sua specie! La religione cristiana, che è sì ricca d'umanità, non ha dimenticato di annoverare fra le opere di misericordia il visitare i carcerati.
Amore è di sospetti fabbro.
La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Non ha importanza che una cosa sia vera, l'importante è crederci!
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.
Se oggi i popoli civili più non credono che il sole, ogni sera, si tuffi nell'oceano, non è certo merito della religione.
Credo in tutto finche' non è provato il contrario.
Tutto ciò che è creduto, esiste, e soltanto questo.
Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.
Prima che chiunque altro al mondo ci creda ci devi credere tu.
Io credo in Dio. Il problema è che credo a tutti.
È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.