Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.- Albert Caraco
Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.
La fede non è che una vanità tra le altre e l'arte di ingannare l'uomo sulla natura del mondo.
Tutti gli spirituali sono sorpassati, non vi è nessuna differenza tra maghi e preti, ci si rende altrettanto spregevoli a consultare gli uni quanto a rispettare gli altri.
Di rado gli esseri nobili amano la vita.
Il nostro destino è di continuare a moltiplicarci, unicamente per morire innumerevoli.
Nel caos in cui sprofondiamo vi è più logica che nell'ordine, l'ordine di morte in cui ci siamo mantenuti per tanti secoli e che si disgrega sotto i nostri passi automatici.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Per credere è d'uopo voler credere.
Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare.
Se un milione di persone crede ad una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida.
Si rischia tanto a credere troppo quanto a credere troppo poco.
Una religione è viva soltanto prima che vengano elaborati i dogmi. Si crede davvero soltanto finché si ignora a che cosa esattamente si deve credere.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
Non credere a nulla, non importa dove l'hai letta o chi l'ha detto, neppure se l'ho detto io, a meno che non sia affine alla tua ragione e al tuo buon senso.
È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.
Quando si crede troppo, si rischia tanto quanto si crede troppo poco.