Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.- Albert Caraco
Per credere a qualcosa, ai giorni nostri, bisogna essere allucinati.
Quando guardo quelli che giurano che la vita è una delizia, non li trovo né belli né ben nati, né ragionevoli né sensibili, né acuti, né saggi, né profondi, ma molto simili a ciò che incensano.
Il Misticismo in fondo non è che una forma di Narcisismo e il Dio personale un'assurdità, il bisogno che hanno i miserabili di sentirsi consolati prova l'avvilimento dei miserabili e non l'evidenza delle figure che essi immaginano.
Il mio odio per questo mondo è ciò che trovo di più degno di stima.
L'illusione rinasce a ogni generazione e gli amplessi la perpetuano, da secoli e millenni il solo rimedio è la continenza.
La massa dei mortali è fatta di sonnambuli, e all'ordine non conviene mai che escano dal sonno, perché diventerebbero ingovernabili.
Non credo nella durata, credo soltanto negli attimi! E neppure in quelli credo veramente! Credo nell'ebbrezza, poiché so che essa è un inganno infame.
Se non credi più a nessuno niente crede neanche a te.
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.
L'ispettore delle imposte crede esattamente il doppio di quello che gli si dice.
Poca gente è degna di non credere a niente.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.