Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.- Denis Diderot
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.
I piaceri violenti sono come le sofferenze profonde: sono muti.
La cosa peggiore è la posizione stentata in cui ci tiene il bisogno; l'uomo bisognoso non cammina normalmente; egli salta, striscia, si contorce, si trascina, passa la vita ad assumere e a eseguire delle posizioni.
Il mondo ha un bell'invecchiare: non cambia. Può darsi che l'individuo si perfezioni, ma la moltitudine dell'umanità non diventa né migliore né peggiore.
I miei pensieri sono le mie puttane.
La voce della coscienza e dell'onore è ben debole quando le budella urlano.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Tutto ciò che è creduto, esiste, e soltanto questo.
Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti.
Dobbiamo credere perché i nostri antenati remoti hanno creduto. Ma questi nostri avi erano di gran lunga più ignoranti di noi, hanno creduto cose che oggi ci sarebbe impossibile accettare.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Posso credere a tutto, purché sia sufficientemente incredibile.
Se dunque qualcuno vuol conoscere quello che deve credere, deve rendersi conto che non potrà capire di più parlandone, che credendo.
Non l'avrei visto se non ci avessi creduto.
Si rischia tanto a credere troppo quanto a credere troppo poco.
Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.