No, non fa male credere, fa molto male credere male.- Giorgio Gaber
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
Non si è mai abbastanza coraggiosi, da diventare vigliacchi definitivamente.
La felicità è una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa e ti rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza.
Tra l'avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e il muovercisi dentro perfettamente a proprio agio, esiste la stessa differenza che c'è tra l'avere il senso del comico e l'essere ridicoli.
Libertà è partecipazione.
C'è da meravigliarsi e diffidare da coloro che affermano di non avere difficoltà a credere. Forse (com'è stato detto) è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta.
Non credo nella durata, credo soltanto negli attimi! E neppure in quelli credo veramente! Credo nell'ebbrezza, poiché so che essa è un inganno infame.
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Negare bene, credere bene, dubitare bene sono per l'uomo quel che è il correre per il cavallo.
O si crede o non si crede. Il mistero rimane tale e forse un giorno, se esiste, lo sveleremo per intero. Post mortem.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Le più diffuse credenze traggono la loro forza dall'inverificabilità.
È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.
In quanto a credere, sono pronto a credere tutto ciò che è incredibile.
È pericoloso credere e pericoloso non credere.