Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.- Samuel Johnson
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Lo spirito è ciò che è stato spesso pensato, ma che non è stato ancora espresso così bene.
I due poteri più coinvolgenti di uno scrittore sono di rendere familiari le cose nuove, e nuove le cose familiari.
Non è importante il modo in cui in uomo muore, ma quello in cui vive: l'atto di morire non è importante, dura così poco.
È meglio vivere da ricchi, che morire tali.
Un uomo che si rende ridicolo quando è ubriaco non possiede l'arte dell'ubriacarsi.
Io credo in Dio. Il problema è che credo a tutti.
È bastato che credessero i nostri padri. Essi hanno esaurito la facoltà delle fede della specie. Il loro lascito per noi è lo scetticismo di cui avevano paura.
Colui che crede in se stesso vive coi piedi fortemente poggiati sulle nuvole.
Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.
Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.
Credendo a se stesso, l'uomo si espone sempre al giudizio della gente, credendo agli altri ha sempre l'approvazione di chi lo circonda.
Se dunque qualcuno vuol conoscere quello che deve credere, deve rendersi conto che non potrà capire di più parlandone, che credendo.
Il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo.
No, non fa male credere, fa molto male credere male.
È molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciò che crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri.