Poca gente è degna di non credere a niente.- Jean Rostand
Poca gente è degna di non credere a niente.
Esistono capolavori così noiosi che meraviglia che si sia trovato qualcuno per scriverli.
Lo spaventoso, morendo, è di scomparire senza aver capito. Il crimine della morte non è quando ci uccide, ma quando nel troncare la nostra angoscia le conferisce l'eternità.
La nobiltà di un essere umano è strettamente indipendente da quella delle sue convinzioni.
È abusivo approfittare di ciò che si pensa per disprezzare il pensiero.
La sincerità eccessiva può portare alla menzogna, come l'eccessiva dolcezza alla crudeltà.
Dobbiamo credere perché i nostri antenati remoti hanno creduto. Ma questi nostri avi erano di gran lunga più ignoranti di noi, hanno creduto cose che oggi ci sarebbe impossibile accettare.
Si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Quando si crede bisognerebbe lottare per non ridurre Dio a un piccolo idolo domestico.
Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.
L'esigenza del credere è insopprimibile. Risponde a un bisogno di sicurezza quando a noi manca: e ciò capita spesso.
Noi abbiamo bisogno di credere.
Se credere è difficile, non credere è morte certa.
Se dunque qualcuno vuol conoscere quello che deve credere, deve rendersi conto che non potrà capire di più parlandone, che credendo.
Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie.