Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.- Franz Kafka
Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Tutto è in gioco. Voi vedete più di me. Io sono nelle mie stanze, ma so che il tempo si fa sempre più grigio e torbido. Questa volta abbiamo un autunno più che mai triste.
Di una cosa sono convinto: un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.
I ceppi dell'umanità tormentata sono fatti di carta bollata.
Se credere è difficile, non credere è morte certa.
Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.
C'è molto a cui credere: alla forza dei valori umani che con i millenni il cervello ha elaborato progressivamente per raggiungere una coscienza etica.
Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.
Credo in tutto finche' non è provato il contrario.
Quali terribili sofferenze mi è costata - e mi costa tuttora - questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quanto più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari!
Siamo inclini a credere in chi non conosciamo perché non ci ha mai ingannati.
Credo sì e no, come uno che ha paura di sperare e che sperando sa di aver paura.
Accettare una credenza semplicemente perché essa è costume, significa: essere disonesti, essere vili, essere pigri. E così disonestà, viltà e pigrizia sarebbero i presupposti dell'eticità?
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.