Se non credi più a nessuno niente crede neanche a te.- Vinicio Capossela
Se non credi più a nessuno niente crede neanche a te.
Che bene è ricordare, ma a perdercisi dentro si impedisce al tempo di adesso di venire.
Più il teatro è stato prestigioso, più epico l'inseguimento, più la miseria della sala vuota divora.
Le cose non la smettono più di lasciarti. Forse lo fanno perché sanno che devi procedere leggero, cercano di farti un favore.
La vita va corretta, eccome, è troppo dura da buttare giù liscia.
Puniti dalla troppa passione, ci si è portati al punto di rimanere fermi davanti ai bivi.
La parola credere è una cosa difficile per me. Io non credo. Devo avere una ragione per certe ipotesi. Anche se conosco una cosa non è detto che debba crederci.
C'è molto a cui credere: alla forza dei valori umani che con i millenni il cervello ha elaborato progressivamente per raggiungere una coscienza etica.
Ogni uomo crede solo in ciò in cui s'imbatte.
Quali terribili sofferenze mi è costata - e mi costa tuttora - questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quanto più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari!
Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare.
Il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo.
Non capisco bene perchè gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.
Chi crede non vuole pensare, ma spostare montagne, diventare beato, avere molto: Dio, immortalità, felicità eterna. Forse è per questo che non vuole pensare? Forse non ne è affatto capace? In ogni caso non deve. Spesso non ne ha bisogno, perché altri se ne incaricano per lui.
Tutto ciò che è creduto, esiste, e soltanto questo.