Quanta bontà tra le atrocità della guerra!- Antonio Ricciardi
Quanta bontà tra le atrocità della guerra!
La bontà nella donna è debolezza, nell'uomo carattere; però più frequente in quella che in questo.
Nell'uomo la bontà è una fiamma che può rimanere celata, ma mai estinguersi completamente.
Pensa bene di tutti, sii paziente con tutti, e cerca di trovare il buono in tutto.
E' meglio essere buoni che cattivi, ma la bontà si raggiunge ad un prezzo altissimo.
Anche nel peggior carattere c'è il 5% di buono. Il gioco consiste nel trovarlo e quindi nello svilupparlo fino ad una proporzione dell'80% o 90%.
Tutti quanti gli uomini sono buoni nella stessa maniera: infatti, diventano buoni, venendo in possesso delle medesime cose.
La bontà vigilante, paziente e longanime, arriva ben più in là e più rapidamente che non il rigore e il frustino.
I tormenti della bontà che non può sfogarsi, sono forse peggiori di quelli della malvagità sfogata.
La bontà, che non è mai bonacciona, è difficile perché presuppone la forza di fare i conti con la complessità del reale, in cui coesistono bene e male, fraternità e violenza.
Non c'è odore più cattivo di quello emanato dalla bontà corrotta: è l'umana e divina carogna che lo produce. Se sapessi con sicurezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo.