Nessuno incolpi un uomo di essere brutto.- Aristotele
Nessuno incolpi un uomo di essere brutto.
I mali congiungono gli uomini.
La più piccola iniziale deviazione dalla verità si moltiplica, via via che procede, mille volte tanto.
È possibile fallire in tanti modi, mentre riuscire è possibile in un modo soltanto.
Il morire per fuggire la povertà o l'amore o una sofferenza qualsiasi non è da uomo coraggioso, ma piuttosto da vile: è una debolezza quella di fuggire i travagli, e chi in tal caso affronta la morte non lo fa perché è bello, ma per fuggire un male.
Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.
C'è una bruttezza del volto non da altro prodotta che dalla ignobiltà dell'animo.
La bruttezza ci è coabituale; perciò non ce ne avvediamo mentre che ci affoga.
Meglio arrivare primi con una donna brutta, che centesimi con una bella.
Innamora più una graziosa bruttezza che una beltà soverchiamente sostenuta.
La bellezza è opinabile, sulla bruttezza sono tutti d'accordo.
Donna sì laida, che la terra tutta né la più vecchia avea né la più brutta.
La bellezza è effimera, la bruttezza ti segue fino alla tomba.
Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna, sulla quale la laidezza degli organi o dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata, laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione.
Bruttezza (s.f.). Dono che gli dei fanno a certe donne, e che rende possibile la virtù senza l'esercizio dell'umiltà.
La bellezza innata è troppo ambiziosa per considerarsi perfetta; mentre l'orgoglio della bruttezza innata è inarrivabile.