Nessuno incolpi un uomo di essere brutto.- Aristotele
Nessuno incolpi un uomo di essere brutto.
Non sono i più forti, o i più belli, a vincere nelle Olimpiadi; ma prima di tutto coloro che partecipano.
Dello schiavo, che è uno strumento vivente, bisogna aver cura nella misura in cui è buono al lavoro.
Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a sé stesso, deve essere o una bestia o un dio.
La minima deviazione iniziale della verità si moltiplica col tempo in migliaia di volte.
Questo solo è negato a Dio: disfare il passato.
Cosa sono la bellezza o la bruttezza di fronte all'amore? Cos'è la bruttezza di un viso di fronte al sentimento nella cui grandezza si rispecchia l'assoluto stesso?
Quando si è brutti, non si hanno mai vent'anni.
Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un'ora a farsi brutta.
Una donna che non sa essere brutta non è bella.
C'è una bruttezza del volto non da altro prodotta che dalla ignobiltà dell'animo.
Per una donna la bruttezza è già metà della strada verso la virtù.
Ch'a donna non si fa maggior dispetto, che quando o vecchia o brutta le vien detto.
La bruttezza ci è coabituale; perciò non ce ne avvediamo mentre che ci affoga.
La bruttezza del presente ha valore retroattivo.
Meglio arrivare primi con una donna brutta, che centesimi con una bella.