I mali congiungono gli uomini.- Aristotele
I mali congiungono gli uomini.
La saggezza è imperativa, perché il suo fine è quello di determinare ciò che si deve e che non si deve fare.
Noi siamo quello che facciamo costantemente, l'eccellenza quindi non è un atto ma un'abitudine.
Se dipende da noi compiere le azioni belle e quelle brutte, e analogamente anche il non compierle, e se è questo l'essere buoni o cattivi, allora dipende da noi l'essere virtuosi o viziosi.
Compiendo cose giuste diventiamo giusti, compiendo cose moderate diventiamo moderati, facendo cose coraggiose, coraggiosi.
Come nelle Olimpiadi sono incoronati non i più belli e i più forti, ma quelli che partecipano alla gara (e tra di essi infatti vi sono i vincitori), così nella vita chi agisce giustamente diviene partecipe del bello e del buono.
Il male non cresce mai così bene come quando ha un ideale davanti a sé.
Tra due mali, scelgo sempre quello che non ho mai provato prima.
A raccontare i propri mali, spesso vi si porta sollievo.
I mali che non si avvertono sono i più pericolosi.
È di gran sollievo pensare che il male che ti è accaduto, tutti prima di te l'han sofferto, e tutti lo soffriranno.
La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso.
Una lingua tagliente è l'unico strumento acuminato che migliora con l'uso costante.
Quel che un'epoca sente come male, è di solito un contraccolpo inattuale di ciò che una volta fu sentito come bene, l'atavismo di un più antico ideale.
Chi non punisce il male, comanda che si facci.
Il male nasce sempre dove l'amore non basta.