La saggezza è imperativa, perché il suo fine è quello di determinare ciò che si deve e che non si deve fare.- Aristotele
La saggezza è imperativa, perché il suo fine è quello di determinare ciò che si deve e che non si deve fare.
Tutti gl'uomini straordinari sono palesemente malinconici, collocando l'uomo malinconico a una zona prossima all'alterazione.
Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa.
È difficile, talvolta, discernere che cosa e a quale costo si deve scegliere e che cosa e per qual vantaggio si deve sopportare, ma ancor più difficile è perseverare nelle decisioni prese.
Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.
Cos'è un amico? Una singola anima che vive in due corpi.
Per il saggio il silenzio vale una risposta.
La conoscenza arriva, ma la saggezza tarda.
Si racconta che il dolore ci rende saggi.
Il saggio esige il massimo da sé, l'uomo da poco si attende tutto dagli altri.
Lo sciocco si meraviglia, l'uomo saggio chiede.
Il pessimismo è soltanto il nome che gli uomini deboli di nervi danno alla saggezza.
La saggezza può essere perseguita, non mai conseguita; anzi, l'unica saggezza possibile è proprio quella di mirare costantemente a essa, se non per vivere bene, per evitare, almeno, di vivere male.
Il genere umano è fatto di incoerenza, e nessun uomo agisce invariabilmente a seconda del suo carattere predominante. L'uomo più saggio può a volte agire debolmente, e l'uomo più debole a volte saggiamente.
Troppo spesso la saggezza è la prudenza più stagnante.