Spesso l'immaginazione è la madre della verità.- Arthur Conan Doyle
Spesso l'immaginazione è la madre della verità.
Una volta escluso l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, non può che essere la verità.
Chi si dedica a letture occasionali, raramente possiede una cultura molto rigorosa.
Non si finisce mai d'imparare. Il campo della nostra esperienza è tutta una serie di lezioni, di cui l'ultima è la più importante.
Sono proprio le soluzioni più semplici quelle che in genere vengono trascurate.
È un errore enorme teorizzare a vuoto. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, anziché il viceversa.
L'immaginazione è la prima fonte della felicità umana.
Giornalista: uno scrittore, la cui immaginazione creatrice è limitata dalla realtà.
Falstaff è il carattere più comico che abbia creato la fertile immaginazione di Shakespeare. Egli introdusse quel personaggio in tre de' suoi drammi, e lo presentò sotto aspetti sempre nuovi, senza mai esaurirne l'effetto.
Dall'immaginazione dipende in gran parte quella somma di beni e di mali immaginari o ideali che ciascheduno aggiunge come un sopra più, sulla bilancia della propria felicità od infelicità.
L'immaginazione è l'aquilone più alto sul quale si possa volare.
La conoscenza non è niente, l'immaginazione è tutto.
Ciascuno di noi vive nell'immaginazione altre vite, alimentate dai testi letterari e dai media. Per loro tramite tenta di porre rimedio alla limitatezza della propria esistenza.
Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell'uso che ne facciamo, nell'immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi.
Non immaginare le cose come le giudica il prepotente o come egli vuole che tu le giudichi, ma sappile vedere come effettivamente sono.
È che non bisognerebbe mai immaginarsi niente molto in dettaglio, perché l'immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe succedere.