Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.- Arthur Miller
Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.
Ricordare l'amore è come evocare un profumo di rose in una cantina. Si può richiamare l'immagine di una rosa, ma non il suo profumo.
Che il morto mangi il morto! E noi vivi danziamo sull'orlo del cratere, un'ultima danza di morte. Ma che sia una danza!
Non batterti mai lealmente con un estraneo, ragazzo: non ti tirerai mai fuori dalla giungla a quel modo.
Arriva un momento in cui realizzi che non ti sei semplicemente specializzato in qualcosa: qualcosa si è specializzato in te.
Senza alienazione, non ci può essere politica.
Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.
Un giornalista non si deve schierare. I giornalisti hanno una funzione simile a quella dei giudici.
Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.
Il giornalista deve avere sempre e comunque una religione del dubbio.
Il giornalismo è un viaggio all'esterno di se, i libri sono un viaggio dentro di se.
La gente vede tutto attraverso il proprio giornale, né potrebbe fare altrimenti dal momento che non conosce direttamente né gli uomini né i fatti di cui parla.
Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i giornali, li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario.
Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche e deprimenti.
Buona parte del giornalismo rock è gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.