Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.- Arthur Miller
Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.
Arriva un momento in cui realizzi che non ti sei semplicemente specializzato in qualcosa: qualcosa si è specializzato in te.
Senza alienazione, non ci può essere politica.
Senza alienazione non potrebbe esserci la politica.
Non farti sedurre dal pensiero che ciò che non produce profitto sia senza valore.
Una grande quantità di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuol leggere se non ciò che è stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti.
Le spie non servono al giorni nostri. La loro professione si è esaurita. I giornali fanno il loro lavoro.
Fare a pezzi un giornale quotidiano è l'unico mezzo per liberarsi, d'un colpo, da ladri, assassini, truffatori, apostoli, catastrofi.
Un giornale, la Lombardia, parlando delle cose politiche, mi insulta. Che m'importa?
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Il giornalismo è anche dominato dagli eventi. È dominato giustamente dalle notizie. Spesso si ritorna a parlare di una situazione, di un Paese, di un'emergenza, grazie o in conseguenza di una notizia, di un episodio.
La prima condizione della libertà di stampa consiste nel non essere un mestiere.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Se le parole sono state inventate per nascondere il pensiero, allora i giornali sono un grande miglioramento di una pessima invenzione.
Un buon giornalista non legge che un giornale, il suo, e in questo giornale, non legge che un articolo, il suo.