Non cedete mai al primo impulso dell'ira: cedete sempre al primo impulso dell'amore.- Arturo Graf
Non cedete mai al primo impulso dell'ira: cedete sempre al primo impulso dell'amore.
Chi, sia pure un'unica volta, amò e fu amato davvero, non deve, per miserabile che sia stata poi la sua vita, troppo maledire il destino.
La politica comune è troppo spesso l'arte di mandare innanzi a braccetto la verità e la menzogna, per modo che chi le vede passare non sappia distinguere quale sia la menzogna e quale la verità.
L'uomo non può conoscere certe sue qualità se non conversando con gli uomini; non ne può conoscere certe altre se non in solitudine.
Non v'è lettura più stucchevole e più nociva che la lunga e continuata lettura della prosa della vita. Perciò, se volete durare a vivere, dopo aver letto un volume di quella prosa, procurate di leggere una pagina almeno di poesia.
Più facile premunirsi contro la malvagità che contro la stoltezza degli uomini.
Soltanto i deboli commettono crimini: chi è potente e chi è felice non ne ha bisogno.
La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te.
La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L'odio non può scacciare l'odio: solo l'amore può farlo. L'odio moltiplica l'odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione.
L'attacco fra le cosce è solo un'estensione del proiettile tra gli occhi.
Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
La violenza è semplice; le alternative alla violenza sono complesse.
La violenza è un sintomo di impotenza.
Con la violenza puoi uccidere colui che stai odiando, ma non uccidi l'odio. La violenza aumenta l'odio e nient'altro.
Per la società sessualmente tollerante la violenza, qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo.