A non leggere troppi libri, quante mai cose s'imparano!- Arturo Graf
A non leggere troppi libri, quante mai cose s'imparano!
L'audacia dei furfanti è fatta, per molta parte, della timidità degli onesti.
Vinci il male che puoi vincere: il male che non puoi vincere, sopporta.
Fate che il padrone ch'è in voi vi difenda dai padroni che possono essere fuori di voi.
Non amar tanto la pace che tu divenga inetto alla guerra.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.
Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere.
Per quello che mi riguarda, se un libro è ben scritto, lo trovo sempre troppo corto.
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
La cenere del passato ha la sua fenice, il libro.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
A leggere la quarta di copertina dei libri in commercio, sembrerebbe che in circolazione ci siano soltanto capolavori.
Deve essere assolutamente facile dire in mezz'ora se un libro vale qualcosa o non vale niente. Dieci minuti bastano, se uno ha istinto per la forma.
È un pensiero che calma e dà forza, sapere che tra i libri che possediamo ce ne sono alcuni sufficienti a liberare e a salvare. Se ne aggiungono di nuovi, quasi ogni giorno, ma quelli necessari già ci sono da tempo.
Se vogliamo moltiplicarci, non dobbiamo agire, fuggire, viaggiare in India o a Tahiti, ma scegliere un libro nuovo nella frusciante foresta di pagine che avvolge i muri della nostra stanza.