La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.- Baruch Spinoza
La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.
Voi dite che io pongo gli uomini in tale dipendenza da Dio da renderli simili agli elementi, alle piante e alle pietre, ciò è sufficiente che avete frainteso completamente la mia opinione e che confondete ciò che è proprio dell'intelletto con l'immaginazione.
Gli effetti dell'immaginazione derivano dalla costituzione o del Corpo o della Mente.
Gli uomini sono ben lungi dal poter essere facilmente guidati dalla ragione; ciascuno è sospinto dai suoi personali impulsi al piacere e gli animi spessissimo sono a tal punto dominati dall'invidia, dalla collera che nessun posto resta per la capacità di riflettere e giudicare.
La superbia è propria di chi comanda.
Non deridere, non compiangere, non disprezzare, ma comprendere le azioni umane.
Dalla paura di tutti nasce nella tirannide la viltà dei più.
Non bisogna mai avere paura dell'altro perché tu rispetto all'altro sei l'altro.
Siccome l'animosità è pericolo di vita, così la paura è la sicurtà di quella.
La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.
A volte, come i bambini che hanno timore del buio, così noi temiamo, alla luce del giorno, per cose altrettanto inconsistenti di quelle di cui al buio ha paura il bambino.
La miseria ha questo di buono, che elimina la paura dei ladri.
Solo chi ha paura muore facendo stronzate come camminare su un ponte. Se a te di morire non te ne frega niente puoi stare tranquillo che non cadi. La morte se la piglia con i paurosi.
L'interesse e la paura sono i principi della società.
Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura. Non che io abbia paura: la somiglianza è fisica.
La paura nasce dovunque Dio muore nella coscienza degli essere umani. Ognuno sa, sebbene oscuramente e con timore, che dovunque Dio muore nella coscienza della persona umana, lì segue inevitabilmente la morte dell'uomo, ch'è immagine di Dio.