Esistono paure quante se ne possono inventare.- Giorgio Nardone
Esistono paure quante se ne possono inventare.
Si è sconfitti solo quando ci si arrende.
Non si oppone forza contro forza ma si devia la forza dell'avversario, per poi colpirlo quando è sbilanciato e indifeso.
Se ci si preoccupa troppo di ciò che può venire dopo, lo si sta già realizzando.
È solo la consapevolezza delle nostre risorse a renderci calmi, capaci di vivere serenamente.
Per le persone che non si stimano, il successo vale zero, l'insuccesso vale doppio.
L'importante non è non avere paura, ma evitare che la paura ci possieda. L'uomo deve essere padrone anche delle sue debolezze.
La paura aggiunse ali ai piedi.
La paura si impadronisce degli uomini perché essi vedono accadere sulla terra molte cose delle quali non riescono a cogliere la causa e quindi la attribuiscono a una divinità.
Che è l'onestà se non la paura della prigione?
Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.
Crediamo facilmente alle supposizioni; non mettiamo a fuoco le cause delle nostre paure e non ce le scuotiamo di dosso; ci agitiamo e voltiamo le spalle come soldati che abbandonano l'accampamento per il polverone sollevato da un branco di pecore in fuga.
Ci sono solo due forze che uniscono gli uomini: la paura e l'interesse.
La paura si vince non col coraggio ma con una paura più grande. Tutti gli eroi ne fanno esperienza.
Una vita vissuta nella paura è una vita vissuta a metà.
Celebrità significa successo finanziario e il successo economico significa sicurezza. Ho speso troppo della mia vita sentendomi insicuro. Ho ancora gli incubi per la paura di essere povero, per la paura di perdere tutto ciò che possiedo, che tutto ciò che ho svanisca.