Esistono paure quante se ne possono inventare.- Giorgio Nardone
Esistono paure quante se ne possono inventare.
Mangia solo e soltanto ciò che ti piace di più. Solo e soltanto nei tre pasti: colazione, pranzo e cena. Nulla fuori dai pasti.
La psicoterapia è costruire realtà inventate che producono effetti concreti.
Se ci si preoccupa troppo di ciò che può venire dopo, lo si sta già realizzando.
Si è sconfitti solo quando ci si arrende.
In natura esiste la paura, non il coraggio, che altro non è che la paura vinta.
La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L'abisso non ha comodi gradini.
L'unica cosa di cui aver paura è la paura.
Una volta il prete cattolico le si era avvicinato proprio al Queen's Hotel sfoderando l'accendino senza darle il tempo di tirar fuori i fiammiferi. Lei lo ringraziò, ma evitò di conversare, per paura che cercasse di convertirla.
La paura e l'incertezza che tengono in scacco un uomo, possono essere concepite in ogni luogo della terra.
Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure.
Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
Il coraggio è il superamento della paura.
È il timore incessante della paura, la paura della paura che modella il viso dell'uomo coraggioso.
Il perdono libera l'anima e cancella la paura.
La paura è uno strano terreno. Vi cresce soprattutto il grano dell'obbedienza, in file facili da sarchiare. Ma talvolta vi crescono le patate della sfida, che si sviluppano sottoterra.