Cos'è proprio del sapiente? quando può nuocere, non volerlo.- Biante
Cos'è proprio del sapiente? quando può nuocere, non volerlo.
Parla al momento giusto.
Veramente infelice è chi non sa sopportare l'infelicità.
Sugli dèi, dì solo: sono.
Ciò che possiedi di buono, ascrivilo agli dèi, non a te.
Cos'è invece proprio dello sciocco? Voler nuocere, e non poterlo fare.
Occorre che coloro che amano la sapienza siano esperti di molte cose.
A volte la sapienza più grande consiste nel non sapere o nel fingere di non sapere.
Il sapiente è di migliore qualità, se nessuna offesa gli nuoce, piuttosto che se non gliene viene fatta nessuna; e io dirò uomo valoroso quello che non è domato dalle guerre e non è impaurito dalla forza del nemico che si avvicina, non quello che si gode un pingue ozio tra popoli inoperosi.
Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia.
Il Maestro disse: "You, ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza".
Molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.
La sapienza ha dunque tre dimore: la prima inedificata, eterna, perché è essa stessa la sede dell'eternità; la seconda, sua primogenita, è questo mondo visibile; la terza, sua secondogenita, è l'anima dell'uomo.
Il sapiente che non è in grado di giovare a se stesso, inutilmente sa.
Esiste una sola sapienza: riconoscere l'intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.
Il retto pensiero è la massima virtù e la sapienza è dire e far cose vere ascoltando e seguendo l'intima natura delle cose.