La principale malattia dell'uomo è la curiosità irrequieta delle cose che non può sapere.- Blaise Pascal
La principale malattia dell'uomo è la curiosità irrequieta delle cose che non può sapere.
Bisogna cominciare col compiangere gli increduli: sono abbastanza infelici per la loro stessa condizione. Non bisognerebbe ingiuriarli, tranne il caso che ciò possa servire a qualcosa; ma ad essi questo nuoce.
Dio ha messo nel mondo abbastanza luce per chi vuole credere, ma ha anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole credere.
Quando si vogliono inseguire le virtù fino all'estremo, compaiono i vizi.
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
Alcuni parlano bene ma non scrivono bene. Il fatto è che il luogo e il pubblico li scaldano e sollecitano dalla loro anima più di quanto, senza questo calore, vi troverebbero.
La vita deve essere vissuta e la curiosità mantenuta viva. Non si deve mai, per qualsiasi motivo, girare le spalle alla vita.
Questo è il mio consiglio ai giovani: avere curiosità.
La curiosità, che non di rado ci attira il prossimo piú della compassione.
La curiosità è una delle forme del coraggio femminile.
Quelli che non sono curiosi: ciò che sanno li disgusta di ciò che ignorano.
I progressi della scienza devono essere giudicati nei termini della bontà o della malizia che li ispirano. Non basta la curiosità a giustificare la sperimentazione scientifica. Questa deve essere sempre rivolta a favore del beneficio dell'umanità.
Truccata e messa davanti ad una macchina da presa a tredici anni non ti rendi conto di quello che fai; mi chiedo spesso cosa sarei oggi se non avessi fatto l'attrice, però è più una curiosità che un rimpianto.
L'uomo ha un'insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa, eccetto quelle che meritano di essere conosciute.
Mi piace imparare e penso che la curiosità sia un dono meraviglioso.
Il cammino del Signore è semplice come quello di Giovanni e Andrea, di Simone e Filippo, che hanno cominciato ad andare dietro a Cristo: per curiosità e desiderio. Non c'è altra strada, al fondo, oltre questa curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero.