La principale malattia dell'uomo è la curiosità irrequieta delle cose che non può sapere.- Blaise Pascal
La principale malattia dell'uomo è la curiosità irrequieta delle cose che non può sapere.
I re dispongono del loro regno, ma i papi non possono disporre del proprio.
L'uomo è per natura credulo, incredulo, pauroso, temerario.
L'anima del piacere è nella ricerca del piacere stesso.
La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.
Ci sono soltanto due specie di uomini: giusti che si credono peccatori e peccatori che si credono giusti.
La curiosità, massime quando è spinta troppo, spesso e volentieri ci porta addosso qualche malanno.
Nella vita non bisogna essere troppo curiosi, né dei segreti di Dio né di quelli della propria moglie.
Questo è il mio consiglio ai giovani: avere curiosità.
Il cammino del Signore è semplice come quello di Giovanni e Andrea, di Simone e Filippo, che hanno cominciato ad andare dietro a Cristo: per curiosità e desiderio. Non c'è altra strada, al fondo, oltre questa curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero.
Se la curiosità non esistesse, si farebbe assai poco per il bene del prossimo. Ma la curiosità si insinua sotto il nome di dovere o di pietà nella casa dello sventurato e del bisognoso. Forse anche nel famoso amore materno v'è una buona parte di curiosità.
La curiosità, questo bisogno insaziabile di conoscenze.
La curiosità è essenziale alla fotografia, ma la sua spaventosa controparte è l'indiscrezione, che è una mancanza di pudore.
Capitano, mi tolga una curiosità: cosa fa scattare prima il metal detector? Il piombo che ha nel culo, o la merda che ha nel cervello?
Spesso la curiosità non è che vanità; si vuole sapere per poterne parlare; diversamente non si viaggerebbe certo sul mare per non dirne mai nulla e per il solo piacere di vedere, senza speranza di riferirne mai a qualcuno.
La commiserazione ha e deve avere la sua curiosità.