Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere.- Buddha
Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere.
Con lo stolto non vi è compagnia.
Il calunniatore è simile all'uomo che getta polvere contro un altro quando il vento è contrario; la polvere non fa che ricadere addosso a colui che l'ha gettata. L'uomo virtuoso non può essere leso e il dolore che l'altro vorrebbe infliggere, ricade su lui stesso.
Se apriamo le mani, possiamo ricevere ogni cosa. Se siamo vuoti, possiamo contenere l'universo.
Come la pioggia penetra in una casa mal coperta, così pure la passione penetra in una mente non usa alla meditazione.
Non è saggio un uomo perché parla molto: ma quando è paziente, pacifico, intrepido, allora lo si chiama saggio.
Siamo tutti sconsiderati e incauti, insicuri, brontoloni, ambiziosi (ma perché cerco di nascondere con parole troppo blande la piaga di tutti?), siamo tutti malvagi. Pertanto qualunque vizio venga rimproverato a un altro, ciascuno se lo ritroverà in seno.
Se noi potessimo mai non essere, già adesso non saremmo.
L'uomo più potente è quello che è padrone di se stesso.
Siamo noi stessi i nostri più crudeli carnefici.
Più difficile è essere dinanzi agli altri quel che siamo davanti a Dio.
Se l'essere è eterno, è illimitato; se è illimitato, non sta in nessun luogo; e se non sta in nessun luogo, non esiste.
Chi è dappertutto, non è da nessuna parte.
Sei diventato qualcuno quando ti accorgi che non vorresti essere nessun'altro.
È la loro certezza di essere diversi a renderli uguali.
Perché voler essere qualcosa quando si può essere qualcuno?