I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.- Carlo Dossi
I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.
Disertore può chiamarsi il suicida.
Chi non procede per una sol via, di nessuna va a capo; chi l'arco non tende del proprio intelletto ad un unico scopo, nulla colpisce.
Non scrivo mai il mio nome sui libri che compro se non dopo averli letti, perché allora soltanto posso dirli miei.
I bibliofili possessori di biblioteche di cui non volgono una pagina, si possono paragonare agli eunuchi in un harem.
Dove gli occhi van volentieri, anche il cuore va, né il piede tarda a seguirli.
Non gli si presentava ostacolo che sembrasse insormontabile. Egli poteva venire sconfitto, come a volte è stato, ma non fuggì mai dalle avversità con impazienza, non scappò da nessun pericolo con codardia.
Dalla natura scaturisce il terrore della morte [dalla natura, che nostra madre ci dà, scaturisce il terrore della morte], dalla grazia scaturisce l'audacia.
Solo i bambini che hanno un posto sicuro possono concedersi di correre dei rischi. Gli adulti sono meno audaci perché non si sentono mai al sicuro.
Se gli uomini sapessero tutto quello che pensano le donne, sarebbero venti volte più audaci.
L'audacia dei furfanti è fatta, per molta parte, della timidità degli onesti.
La troppa audacia è di vantaggio a pochi e nuoce invece a molti.
Questo è coraggio basato sulla confidenza, non audacia. Ed è confidenza basata sull'esperienza.
Negli affari privati qual è il primo requisito? L'audacia. E il secondo e il terzo? L'audacia. E tuttavia l'audacia è figlia dell'ignoranza e della bassezza.
I vizi di molta gente rimangono nascosti perché sono deboli; quando avranno forze sufficienti, la loro audacia sarà pari a quella dei vizi che la prosperità ha reso già manifesti.
Il successo è figlio dell'audacia.