L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più.- Cesare Pavese
L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più.
In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io, è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che con chiunque altro.
Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te. Tutto vive e si macera in se stesso. La natura è la morte.
Più di tre persone fanno folla, e nulla si può dire allora che valga la pena.
Il sesso è un incidente: ciò che ne riceviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo.
Tanto stupido che per trovare uno scopo alla sua vita, ha dovuto fare un figlio.
Con gravissimo pericolo si custodisce ciò che piace a molti.
Dei pericoli che tu possa avere alle spalle non ti curar tanto, che tu non abbia più modo di attendere alle cose che ti stanno dinanzi.
Il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
Sono pericolose solo le cose che tolleri a lungo! Una relazione fissa, il matrimonio e i dolci!
Fare naufragio, finire sotto una vettura sono casi rari, anche se gravi: mentre dall'uomo viene all'uomo un pericolo costante.
Il momento più pericoloso di un viaggio in aereo è quando si prende il taxi.
Evitare il pericolo non è più sicuro, sul lungo periodo, che esservi esposti apertamente. O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente.
Rifiutarsi di riconoscere un pericolo quando ci pende sulla testa è da stupidi, non da coraggiosi.
Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è.
È pericoloso porre in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste.