Si piange soli, chi piange.- Cesare Pavese
Si piange soli, chi piange.
La tolleranza delle idee nasce dalla illusione che la verità sia qualcosa di razionale, mentre appena si accetta il principio che qualunque idea si basa su una scelta iniziale, che la volontà è il primo organo della conoscenza, si diventa intransigenti.
Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all'ingiustizia.
C'è gente per cui la politica non è universalità ma soltanto legittima difesa.
La paura di innamorarsi non è forse già un po' d'amore?
Senz'acqua non fiorisce la terra; né l'anima senza lagrime.
Se alle nostre lacrime non porrà termine la ragione, non lo porrà la fortuna.
Ogni singola frazione di tempo è programmata per condurci tutti quanti al collasso nervoso finale. Il mondo sta per divenire una Valle di Lacrime dell'industria culturale.
Trova qualcuno che ti rovini il rossetto, non il mascara.
Le lacrime innumerevoli alimentano il fiume della salvezza.
E un sollievo di lacrime a invadere gli occhi e dagli occhi cadere.
In questa valle di dolore e di lagrime ho l'onore di trovarmi bene.
Una lacrima, di compassion rugiada.
Non piangere perché qualcosa finisce. Sorridi perché è accaduta.
Quando i begli occhi di una donna sono velati dalle lacrime, è l'uomo che non vede più chiaro.