Si piange soli, chi piange.- Cesare Pavese
Si piange soli, chi piange.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
Quell'estasi che dicono il vedere, il sognare quando chiavi, non è nulla di più che il piacere di addentare una nespola o un grappolo d'uva. Se ne può fare a meno.
L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé.
Si fa l'elemosina, per levarsi d'innanzi il miserabile che la chiede.
La poesia viene alla luce tentandola e non prospettandola.
Se la guerra è persa, non mi importa che il popolo muoia. Non verserò una sola lacrima per loro. Non meritano nulla di meglio.
Come i bambini ed i vecchi si mise a piangere senza sapere il perché, ‐ di dolore ch'era gioia, di gioia ch'era dolore.
Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell'anima. E a chi piange, tutti gli angeli sono vicini.
In questa valle di dolore e di lagrime ho l'onore di trovarmi bene.
Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore.
La più stupida esagerazione è quella delle lacrime. È seccante come un rubinetto che non si chiude.
Ama chi piange. Ricordati che le lagrime sono il battesimo della virtù.
V'è più genio in una lacrima che in tutti i musei e in tutte le biblioteche dell'universo.
Nessuna lacrima nello scrittore, nessuna lacrima nel lettore.
Allorché il Santo Benedetto si sovviene dei suoi figli esposti alle angosce - han detto i sapienti di grata memoria - Egli versa due lacrime nell'oceano, e la lor voce risuona da una estremità all'altra del mondo!