Si piange soli, chi piange.- Cesare Pavese
Si piange soli, chi piange.
Nulla è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici.
Non bisogna conoscersi per volersi bene.
Scrivere è consumare i cattivi stili adoperandoli.
Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
Non vi sono lacrime così perfide come quelle di cui lei fingerà di risparmiarti la vista.
Le lacrime innumerevoli alimentano il fiume della salvezza.
Lacrima. Dolore in soluzione: sofferenze del cuore ridotte allo stato liquido.
Nessuna lacrima nello scrittore, nessuna lacrima nel lettore.
Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore.
E un sollievo di lacrime a invadere gli occhi e dagli occhi cadere.
Il piangere si addice solo o ai seduttori che vogliono conquistare con le frasi l'incauta vanità delle donne, o ai sognatori.
La più stupida esagerazione è quella delle lacrime. È seccante come un rubinetto che non si chiude.
Filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.
Quando lo stoico alza la faccia dicendo: Non piansi mai, ‐ mentisce a sé stesso. Perché non isgorgò la lacrima dal cavo de' suoi occhi, affermerà il superbo non avere mai pianto? Forse sotto la superficie gelata di un fiume scorrono le acque meno rapide al mare?