L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.- Cesare Pavese
L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.
La difficoltà di commettere suicidio sta in questo: è un atto di ambizione che si può commettere solo quando si sia superata ogni ambizione.
Bisogna osservare bene questo: ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
Più il dolore è determinato e preciso, più l'istinto della vita si dibatte, e cade l'idea del suicidio.
Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
È meglio essere ignorante di una cosa piuttosto che apprenderla male.
L'ignoranza non può essere mai una scusa legittima per dimenticare i propri doveri, né la scienza più profonda pretesto per disprezzare l'ultimo, il più insignificante fra gli obblighi morali.
In nulla crediamo così fermamente quanto in ciò che meno conosciamo.
L'ignoranza è un po' come l'alcool: più se ne ha, meno si percepisce l'effetto.
La falsa letteratura è peggiore assai dell'ignoranza. Meglio è non si muover di luogo che far cammino e aver smarrito la via.
Tutte le perplessità, la confusione e l'angoscia nascono in America, non da difetti nella loro Costituzione o Confederazione, non per mancanza di onore o di virtù, quanto dall'ignoranza vera e propria della natura della moneta, del credito e della circolazione del denaro.
Sarei tentato di insegnargli qualcosa, ma c'è poco da fare per una persona che pensa che Auschwitz sia una marca di birra.
Non è la più vituperevole ignoranza quella che consiste nel credere di sapere ciò che non si sa?
L'ignoranza non ci farà entrare vincitori nel XX secolo.
Tutti siamo ignoranti, solo su argomenti diversi.