L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.- Cesare Pavese
L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.
Il maggiore torto del suicida è non d'uccidersi, ma di pensarci e non farlo. Niente è più abbietto dello stato di disintegrazione morale cui porta l'idea, l'abitudine dell'idea del suicidio.
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
L'arte di vivere è l'arte di saper credere alle menzogne.
Non si parla solamente per parlare, per dire "ho fatto questo" "ho fatto quello" "ho mangiato e bevuto", ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Di solito la nostra vita è universalmente abbreviata dalla nostra ignoranza.
La povertà del futuro sarà l'ignoranza, e le differenze sociali degli anni a venire saranno stabilite, più che dal denaro, dalla cultura di chi sa qualcosa e di chi non sa niente.
La conoscenza degli effetti e l'ignoranza delle cause produsse l'astrologia.
I malavitosi della sintassi sono gente interessante, così i fuorilegge dell'ortografia e i disadattati della punteggiatura.
Non può esistere un trust nel mondo della televisione. Chi afferma il contrario è in malafede, oppure lo dice per ignoranza.
Credo in una scala di valori ordinata, credo che un'ignoranza pura valga più di una cultura filtrata.
La meraviglia dell'ignoranza è figlia e madre del sapere.
È meglio celare la propria ignoranza; soltanto è difficile nell'abbandono e nel vino.
L'ignoranza non sarebbe l'ignoranza, se non si riputasse da più che la scienza.
Compatisco la sua ignoranza e lo disprezzo.