L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.- Cesare Pavese
L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Il sesso è un incidente: ciò che ne ricaviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
I tempi della filantropia sono i tempi in cui si mettono dentro i mendicanti.
La vita non è forse più bella perché da un momento all'altro si può perderla?
La mente ignorante non interroga le apparenze per decidere se sono corrette; essa accetta semplicemente il fatto che le cose sono come sembrano.
L'ignoranza è un diritto, ma molti se ne fanno un dovere.
Più che vergognarti di confessare la tua ignoranza, vergognati d'insistere in una sciocca discussione che la rivela.
L'ignoranza è come un delicato frutto esotico. Basta toccarlo perché la freschezza scompaia.
La falsa letteratura è peggiore assai dell'ignoranza. Meglio è non si muover di luogo che far cammino e aver smarrito la via.
L'ignoranza dei preti è il più grande flagello del mondo.
La classe operaia mi sembra molto più preparata e morale. C'è molta ignoranza, ma non i vizi delle classi superiori.
A un ignorante si può far capire ch'egli è un ignorante; ma come farai per far capire a un imbecille ch'egli è un imbecille?
Essere ignoranti della propria ignoranza è la malattia dell'ignoranza.
Il potere specula sull'ignoranza dei cittadini.