Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.- Leonardo da Vinci
Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.
A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità, non s'accorgendo quello essere di bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente.
I sensi sono terrestri, la ragione sta for di quelli quando contempla.
Il foco è da esser messo per consumatore d'ogni sofistico e scopritore e dimostratore di verità, perché lui è luce, scacciatore delle tenebre occultatrici d'ogni essenzia.
Il voto nasce quando la speranza more.
La proporzione non solamente nelli numeri e misure fia ritrovata, ma etiam nelli suoni, pesi, tempi e siti, e 'n qualunque potenzia sia.
Un uomo diventa saggio solo quando inizia a calcolare l'approssimativa profondità della sua ignoranza.
Sarebbe difficile sconfiggere l'ignoranza senza la libertà scevra di paura di perseguire la verità. Dal momento che il rapporto fra paura e corruzione è tanto stretto, non può meravigliare che in ogni società in cui matura la paura, la corruzione si radichi profondamente in tutte le sue forme.
Di solito la nostra vita è universalmente abbreviata dalla nostra ignoranza.
È meglio celare la propria ignoranza; soltanto è difficile nell'abbandono e nel vino.
Nell'anima di chi è ignorante vi è sempre posto per una grande idea.
Bisogna essere dei grandi ignoranti per rispondere a tutto quanto ci viene richiesto.
Il terreno fertile sul quale è cresciuta l'ignoranza nell'essere avari di libertà ha fatto sì che la gente prendesse delle decisioni che non avrebbero fatto se solo avessero avuto l'opportunità di vedere realizzate le conseguenze delle loro scelte.
La ignoranzia non avendo né fine, né regola, né misura, procede furiosamente e dá mazzate da ciechi.
Quanto più uno è ignorante tanto più è audace e pronto a scrivere.
È innocenza quando ci affascina, ignoranza quando ciò non accade.